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Pratiche burocratiche in Italia per detassazione pensione

Buongiorno.
Sono pensionato INPS ed Enasarco e vorrei contattare pensionati italiani che si sono trasferiti in Albania, per avere notizie in merito alle pratiche in Italia per  detassazione pensione.
Ho già espletato tutte le formalità : isrizione AIRE e residenza Tirana dal 3 marzo 2015/contratto di lavoro in Albania/contratto di fitto Tirana/permesso di sogg.
In pratica mi manca solo l'ultimo passaggio:
dal modello scaricato sito INPS,da presentare a INPS ed Enasarco  , c'è un riquadro dove chiede l'OK dell'Autorità fiscale Italiana,in pratica non riesco a capire a quale ufficio presentare i documenti e chiedere informazioni ulteriori.
C'è qualcuno che ha gà completato l'operazione e che mi può aiutare? .
Grazie Arnaldo

Ciao Arnaldo, sono in procinto di trasferirmi In Albania, sono anche io  un pensionato che scappa dalla nostra "amata ITALIA " ti passo le informazioni che sono riuscito ad avere. Sono stato al INPS e posso confermarti che la pensione e lorda se chiedi il trasferimento, e lo stato albanese non applica tasse.
Se ti fa piacere ci possiamo tenere in contatto

Buongiorno!
Se vuole ricevere la pensione in Albania, bisogna comunicare all'Inps l'indirizzo della residenza  in Albania e le coordinate bancarie in Albania. Non si applicano  tasse dallo stato albanese, solo la commissione bancaria per il trasferimento dall'Italia. Sulla commissione, bisogna chiarire con la banca.
Per quanto riguarda il permesso di soggiorno invece, sono necessari:
•una richiesta scritta in cui sono specificati generalità del richiedente, motivo del soggiorno, indirizzo dell’alloggio e recapito telefonico in Albania;
•il passaporto usato per l’ingresso legale in Albania; una copia delle pagine del passaporto contenenti le annotazioni ufficiali di interesse, timbrate da un notaio albanese. In particolare, occorre presentare: la prima pagina con le generalità e la foto del titolare del passaporto; la pagina con il visto d’ingresso in Albania, qualora si sia entrati in Albania con il visto; la pagina con il timbro della data d’ingresso in Albania;
•il certificato del Casellario Giudiziario del Paese d’origine, oppure del Paese in cui l’interessato ha risieduto legalmente durante l’ultimo semestre. Il documento deve essere apostillato presso la Procura competente per territorio;
•il contratto d’affitto dell’abitazione in Albania;
•il certificato di nascita e il certificato dello stato di famiglia, tradotti e apostillati presso la Prefettura competente per territorio;
•due foto (misura 3.5 x 4.5 cm) per ogni componente della famiglia;
•garanzie finanziarie (una copia timbrata dal notaio dei documenti che attestano  l’attività economica ovvero umanitaria svolta; la garanzia bancaria; il libretto di risparmio);     
•l’attestato di un garante, o del datore di lavoro, che spieghi il motivo del soggiorno e l’attività svolta dall’interessato.

I documenti devono riportare una data non superiore a tre mesi dalla data della presentazione presso il Commissariato di Polizia locale. Il permesso di soggiorno si rilascia con validità annuale e può essere rinnovato per tre volte. Il cittadino straniero, dopo aver ottenuto due permessi annuali, può fare domanda per un permesso di soggiorno quinquennale e, successivamente, richiederne uno a tempo indeterminato.
(l'elenco dei documenti e' stato ricavato dal sito dell'ambasciata italiana a Tirana)
Per ulteriori domande, non esiti a ricontatare!
Buona giornata!

Patronato ACLI-IPSIA Tirana
Rruga: "P. Budi",
Pallati "Rogerd", perballe restorant "Floga"
Tel/Fax uff. +355 (0)4 2365485         
aclitirana[at]gmail.com

Ciao Carmine,
Grazie x la risposta ma il mio problema è in Italia, x l'Albania ho tutti i documenti.
Non riesco a sapere a quale ufficio fiscale Italiano presentare i doc. per evitare le tasse in Italia.
Saluti Arnaldo

Ciao  secondo me ti conviene andare al INPS e chiedere a loro come risolvere il tuo problema,
fammi sapere
Saluti

No ci sono stato e mi hanno detto di rivolgermi ag dell'entrate.
N.verde di quest'ultimi non ha saputo darmi notizie se non un numero di Roma.
Credo non sarà' facile venirne a capo,domani ci provo e ti invio notizie.
Ciao

Colleghi pensionati aiuto c'è qualcuno che ha completato in ITALIA la pratica per evitare la doppia imposizione?.
Grazie a chi mi darà notizie
Arnaldo

Ti invio quello che ho trovato io come risposta al tuo problema:
Spero che ti possa essere utile
Fammi Sapere

Per riscuotere la pensione all’esteroIl pensionato residente all’estero deve presentare la domanda indicando tutti i dati relativi alla riscossione all’estero. La domanda si compila e si trasmette esclusivamente in modalità telematizzata; per accedere al servizio è necessario essere in possesso del PIN (vedi Sezioni di riferimento – Servizi in linea – Pensionati).
La richiesta viene presa in carico dalla propria sede Inps Gestione Dipendenti Pubblici che si occupa del pagamento della pensione: questa provvede a trasferire la partita di pensione all’Ufficio Pensioni Estero della Sede Inps Gestione Dipendenti Pubblici Roma 4; i titolari di pensioni pubbliche che intendano riscuotere la propria pensione al di fuori del territorio nazionale, sia che risiedano nei paesi dell’Area dell’Unione Monetaria Europea sia nei paesi al di fuori dell’Unione Monetaria, possono richiedere l’accreditamento della pensione sui conti correnti bancari aperti presso Istituti di credito esteri.
Al riguardo, è necessario compilare la richiesta con l’esatta indicazione delle coordinate del conto corrente bancario estero sul quale si chiede di localizzare il pagamento.
Per qualsiasi informazione ulteriore sulle pensioni pagate all’estero, il pensionato può contattare via e-mail l’Ufficio Pensioni Estero – Sportello informatico – all’indirizzo PensioniEstere-GDP[at]inps.it
o all'indirizzo postale
Inps Gestione Dipendenti Pubblici Sede Roma 4 - Ufficio Pensioni Estero, Largo Josemaria Escrivà de Balaguer, 11 - 00142 Roma.
Il servizio del pagamento delle pensioni Inps Gestione Dipendenti Pubblici per i beneficiari residenti all'estero è svolto da Citibank N.A., con sede legale a New York e con sede secondaria a Milano, Via dei Mercanti 12

Vorrei sapere se la pensione italiana viene inviata in albania lorda
  e successivamente che tassazione subisce ?  Oppure arriva in albania netta e quindi già tassata secondo la normativa vigente italiana

Lorda...potrai leggere l'esauriente risposta di carmine

vorrei trasferirmi in albania
sono un ex militare quindi pensionato ex inpdap , e quindi impiegato pubblico .
sapete dirmi se percepiro una pensione lorda dall italia, a quanto ammaonta la tassazione albanese?
mi sapete dare qualche contatto di agenzie che si occupano di queste pratiche o qualcuno mi sa dare dei conattti
io spero in un vostro aiuto
un saluto a tutti

mi farebbe piacere di avere contatti con te... :)

puoi caontattarmi    *

Moderato da Francesca 11 mesi fa
Motivo : *Non inserire contatto e-mail su forum pubblico

hai un contatto facebook...forse in privato riuscirai a capir meglio le mie richieste grazie

Moderato da Francesca 11 mesi fa
Motivo : Il forum non pu˛ essere utilizzato per promuovere gruppi esterni

LA SICUREZZA SOCIALE INTERNAZIONALE
Per "sicurezza sociale internazionale" si intende la protezione sociale dei cittadini di un Paese residenti abitualmente in un altro Paese. La tutela degli emigranti va garantita attraverso una regolamentazione internazionale aggiornata che deve tenere conto costantemente dei mutamenti sociali.
Nell’area comunitaria (U.E.) la protezione sociale si realizza con l’applicazione dei Regolamenti Comunitari. La normativa comunitaria di sicurezza sociale è immediatamente e direttamente applicabile sul territorio dei 25 Paesi che fanno parte attualmente dell’Unione Europea.
La stessa normativa si applica altresì ai 3 Paesi che, pur non essendo membri dell’Unione Europea, hanno aderito all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE): Islanda, Norvegia, Liechtenstein.
Dal 1 giugno 2002 questa normativa è stata applicata anche alla Confederazione Svizzera grazie ad un accordo stipulato con la Comunità Europea ed i suoi 25 Stati membri. Nell’area extra-comunitaria, la protezione sociale viene normalmente attuata attraverso Convenzioni bilaterali.


REGOLAMENTI COMUNITARI
I regolamenti Comunitari n.1408/71 e 574/72, ampliati ed aggiornati a più riprese, disciplinano in modo completo la sicurezza sociale nei rapporti tra i Paesi dell’Unione Europea, lo Spazio Economico Europeo e la Svizzera.
I Regolamenti Comunitari dettano norme generali in materia di assicurazione di invalidità, vecchiaia e morte (pensioni), di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, contro la disoccupazione involontaria, per l’assistenza nella malattia e nella maternità, per le prestazioni familiari.
Inoltre, i Regolamenti Comunitari non sostituiscono le legislazioni degli Stati membri, ma ne regolano l’applicazione in modo tale che i lavoratori che hanno svolto la loro attività all’estero non subiscano danni rispetto a coloro che hanno lavorato soltanto in Patria. I Regolamenti Comunitari sono stati istituiti per la realizzazione dei seguenti obiettivi: 20901. La totalizzazione di tutti i periodi di assicurazione e di contribuzione maturati nei Paesi membri, ai fini del conseguimento del diritto alle prestazioni; 20902. Il pagamento della pensione nel Paese di residenza, anche se essa è a carico di un altro Stato membro; La parità di trattamento con i cittadini del Paese in cui prestano lavoro. I soggetti beneficiari sono tutti i lavoratori subordinati ed autonomi (anche liberi professionisti) cittadini degli Stati membri; apolidi o profughi purché residenti negli Stati membri; familiari e superstiti; pubblici dipendenti. In tutti i Paesi membri è garantita l’assicurazione di vecchiaia, invalidità e morte, disoccupazione involontaria e gli assegni familiari.
L’istanza di pensione deve essere presentata all’istituzione competente per il territorio dello Stato in cui si è residenti, corredata dai seguenti documenti: periodi di lavoro svolti in Italia; denominazione delle ditte; qualifica del lavoratore; sedi dell’INPS in Italia dove sono state versate le pensioni; libretto di lavoro, buste paga, lettere di assunzione, licenziamento, etc


CONVENZIONI INTERNAZIONALI BILATERALI
Analogamente ai Regolamenti Comunitari, le convenzioni internazionali bilaterali sono accordi giuridici di diritto internazionale in virtù dei quali gli Stati contraenti si assumono l’obbligo di instaurare e coordinare un regime di assicurazioni sociali che abbia carattere di reciprocità e che garantisca la libera circolazione della manodopera sancendo: 20916. l’eguaglianza di trattamento in materia di sicurezza sociale tra tutti i cittadini degli Stati contraenti; 20917. l’assimilazione del territorio nel senso che le prestazioni previdenziali non possono subire modifiche per il fatto che il beneficiario risieda in uno Stato diverso da quello da cui percepisce la prestazione; C. la totalizzazione dei periodi assicurativi ai fini del diritto a prestazione. I Paesi con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale sono i seguenti: Argentina, Bosnia Erzegovina, Brasile, Canada, Croazia, Jersey e Isole del Canale, Macedonia, Principato di Monaco, Repubblica di Capoverde, San Marino, Slovenia, Serbia e Montenegro, U.S.A., Uruguay, Venezuela, Australia, Santa Sede, Svizzera, Tunisia, Israele e Libia.
Per quanto riguarda la Turchia, essa è legata all’Italia dalla Convenzione Europea , entrata in vigore il 12 aprile 1990.
Inoltre, le convenzioni con Cile, Filippine, Marocco e la Repubblica Ceca risultano firmate ma non ratificate.


Sono in vigore anche accordi parziali di sicurezza sociale: 1. L’accordo Italo-Messicano riguardante la trasferibilità delle pensioni; 2. L’accordo con Israele riguardante esclusivamente i lavoratori temporaneamente distaccati, che rimangono però totalmente assoggettati alla legislazione del Paese di provenienza.


CARATTERISTICHE DELLE PRESTAZIONI TRATTATE IN REGIME DI CONVENZIONE
La totalizzazione dei periodi assicurativi viene ammessa a condizione che i lavoratori abbiano un periodo minimo di assicurazione e contribuzione nel Paese che concede la pensione. Se i periodi assicurativi sono inferiori a tale periodo minimo, i contributi non sono comunque persi, ma vengono utilizzati dall’altro Stato.
Secondo i Regolamenti CEE, il periodo minimo è 52 settimane. Per le convenzioni bilaterali, il periodo minimo è stabilito in modo diverso dalle singole convenzioni. Per "Prorata Temporis" si intende il sistema secondo il quale ogni singolo Stato determina l’importo da versare in proporzione ai contributi versati al proprio interno.
Se ad esempio un lavoratore ha almeno 20 anni di contribuzione in Italia, ha diritto alla pensione nazionale in regime autonomo, senza dover ricorrere alla totalizzazione dei periodi assicurativi.
Quando invece gli anni di contribuzione sono inferiori, è necessario ricorrere alla totalizzazione dei contributi versati in Italia e negli altri Paesi convenzionati, al fine di maturare il diritto a pensione. In questo caso, il calcolo della pensione viene effettuato in Pro Rata, cioè in proporzione ai periodi assicurativi maturati nel Paese che liquida la pensione. Per "importo minimale" si intende l’importo mensile delle pensioni che in pro rata non può essere inferiore a un quarantesimo del trattamento minimo in vigore alla data di decorrenza della pensione, per ogni anno di contribuzione accreditato in Italia. Nel 2003 l’importo del trattamento minimo era 402,12 Euro mensili. L’"integrazione al trattamento minimo" è quell’integrazione stabilita dalla legge, in aggiunta alla quota pensionistica spettante all’assicurato, affinchè tale quota raggiunga un "trattamento minimo".


ASPETTI FISCALI DELLE PENSIONI
Per quanto riguarda gli aspetti fiscali delle pensioni, l’Italia ha stipulato con numerosi Paesi apposite convenzioni per evitare la doppia imposizione fiscale. Tali convenzioni prevedono la detassazione della pensione nel Paese di erogazione e la tassazione nel solo Paese di residenza. L’Italia ha stipulato convenzioni che prevedono la detassazione nel Paese di erogazione e la tassazione nel Paese di residenza con i seguenti Stati: Albania, Argentina, Australia, Austria, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Corea del Sud, Costa D’Avorio, Croazia, Danimarca, Ecuador, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Federazione Russa, Filippine, Germania, Giappone, Grecia, India, Indonesia, Irlanda, Israele, Kazakhistan, Kuwait, Lituania, Macedonia, Malaysia, Malta, Marocco, Mauritius, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Pakistan, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Federale di Yugoslavia, Repubblica Slovacca, Romania, Russia, Singapore, Slovenia, Spagna, Sri Lanka, USA, Sud Africa, Svizzera, Tanzania, Trinidad Tobago, Tunisia, Turchia, Ungheria, Unione Sovietica, Venezuela, Vietnam, Zambia.


RISCOSSIONE DELLA PENSIONE
Le pensioni in convenzione internazionale vengono riscosse mediante accordi stipulati tra l’INPS e i vari istituti bancari operanti all’estero nel rispetto delle modalità previste dai contratti stessi.


MAGGIORAZIONI DELLE PENSIONI
Per "aumento delle maggiorazioni delle pensioni" si intende l’aumento previsto dalla legge Finanziaria 2002 della misura delle maggiorazioni sociali fino a garantire un reddito mensile pari ad Euro 516,46 al mese per tredici mensilità l’anno. In regime di convenzione internazionale, gli aumenti delle maggiorazioni sociali si applicano sulle pensioni liquidate all’estero. Dal 1 gennaio 2003 spetta ai cittadini italiani (in possesso dei requisiti di legge e previa verifica delle condizioni reddituali) l’aumento della maggiorazione sociale, tale da garantire un reddito proprio.


PAGAMENTO ALL’ESTERO DELLE PENSIONI
Le pensioni vengono pagate ai residenti all’estero ogni mese. Le pensioni di importo inferiore ad un limite stabilito per legge vengono pagate con periodicità semestrale come avviene per i pensionati in Italia. Il pagamento delle pensioni può essere effettuato con accredito sul conto corrente del pensionato ove sia previsto da un accordo convenzionale tra l’INPS e l’istituto bancario. In linea generale, gli assegni INPS vengono emessi nella valuta del Paese di residenza del pensionato ad eccezione di alcuni Stati con monete non quotate nei mercati (come Argentina, Brasile e Venezuela) dove il pagamento viene effettuato in dollari USA.


COLLEGAMENTI INPS E UFFICI CONSOLARI
Al fine di rendere più pratica e agevole la trattazione delle pratiche di chi ha lavorato all’estero, sono stati attivati collegamenti telematici tra l’INPS e gli Uffici Consolari all’estero. Pertanto gli assicurati che vivono all’estero, recandosi al Consolato, possono attingere ogni elemento informativo inerente la posizione assicurativa presso l’INPS in Italia e in particolare ogni informazione sulle pensioni.


APPLICAZIONE DELLE AUTOCERTIFICAZIONI NELL’AMBITO DELLA MATERIA DI SICUREZZA SOCIALE
Per effetto dell’applicazione della legge 127/97, i cittadini italiani residenti all’estero possono ridurre in modo significativo le certificazioni necessarie per ottenere le varie prestazioni in regime convenzionale e non, potendole sostituire con proprie dichiarazioni autocertificative.
I nostri connazionali residenti all’estero possono fare pervenire alle varie Istituzioni nazionali (INPS, INAIL, Ministero del Tesoro, etc…)apposite dichiarazioni aventi valore di autocertificazione e attestanti i vari stati, fatti e qualità personali come titolo di studio, reddito, qualifica professionale, etc.

ciao mario...sono anche io un ex militare e come ex inpdap ora gestione inps.se tu gia' vivi in albania puoi darmi risposte piu' consone al problema ex inpdap...non riesco a capire come avviene la defiscalizzazione?!?il problema e sapere se ci sono accordi tra italia-albania per quanto riguarda il cedolino pensione,se tu gia' hai fatto l'iter burocratico spiegamenlo anche a me.ti ringrazio gilberto :)

sono pure io nella stessa situazione e non so dove far timbrare i fogli INPS per la detassazione in Italia

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