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Pensionati ex INPDAP e INPS assistenza sanitaria si o no?

Buon giorno,
dopo tanto peregrinare tra le normative ho trovato nel sito internet del Ministero per la Salute una comodissima guida interattiva chiamata "se parto per..." inserendo al suo interno la nazione nella quale ci si vuole recare (Tunisia) e il motivo (Trasferimento di residenza) si accede ad un'altra finestra dove si sceglie la propria posizione (Pensionato del settore privato autonomo e/o familiare a carico, oppure Pensionato del settore privato dipendente e/o familiare a carico o ancora Pensionato del settore pubblico e/o familiare a carico... oltre a tante altre voci), cliccando su "cerca" si sa immediatamente se si possiedono i requisiti, quale modello chiedere (per la Tunisia il modello I/TN9) e cosa fare.
Il modello in questione deve essere vidimato sia dall'ASL che dalla sede INPS competente.
- Ora se scegliamo Pensionato del settore pubblico e/o familiare a carico la risposta data dalla guida interattiva è la seguente:
Se parto per: Tunisia
Motivo del viaggio: Trasferimento di residenza
Sono un: Pensionato del settore pubblico e/o Familiare a carico
Se ti rechi nel Paese selezionato, ricordati che non è prevista alcuna forma di tutela.

- Se scegliamo invece Pensionato del settore privato sia autonomo che dipendente la risposta sarà:
Se parto per: Tunisia
Motivo del viaggio: Trasferimento di residenza
Sono un: Pensionato del settore privato subordinato e/o Familiare a carico
Prima di partire
Se sei cittadino italiano o tunisino ed hai una pensione contributiva rilasciata da un Ente previdenziale italiano e vuoi trasferire o lo hai già fatto, la residenza in Tunisia, devi richiedere, unitamente ai tuoi familiari a carico, alla tua Azienda Sanitaria Locale (ASL) di ultima residenza, il modello I/TN9 (Circolare 23 luglio 1992), che ti permetterà di beneficiare di un’assistenza sanitaria completa.
L’attestato dovrà essere compilato nelle parti di competenza anche dall’Ente previdenziale che eroga la pensione.
I liberi professionisti ed i loro familiari a carico non rientrano tra i beneficiari della convenzione.
Durante il soggiorno
Quando arrivi a destinazione, ricordati di presentare il modello I/TN9 presso una Cassa tunisina. Avrai così, insieme ai tuoi familiari a carico, diritto a ricevere l’assistenza sanitaria completa alla pari degli assistiti tunisini. Le prestazioni sono gratuite, salvo il pagamento dell’eventuale ticket o di altra partecipazione alla spesa che sono a tuo diretto carico e non sono rimborsabili.

Ora se analizziamo che può anche accadere che sia la ASL che l'INPS timbrino il modello I/TN9 e che quindi otteniamo di fatto l'assistenza sanitaria può succedere che in seguito ad un controllo effettuato dagli organismi competenti ci venga richiesto il rimborso di tutte le spese sostenute in quanto Statali non se ne aveva diritto.
Tipo come avviene insomma per le invalidità arbitrarie.

Il link alla guida interattiva è questo:
www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp … Assistenza sanitaria&menu=italiani

poi ognuno faccia le proprie considerazioni :)
Antonello

Infatti l'INPS di solito col piffero che ti compila la sua parte se sei ex INPDAP

:whistle:

" I/TN9 (Circolare 23 luglio 1992), che ti permetterà di beneficiare di un’assistenza sanitaria completa".
Si ma nn ho capito una cosa???assistenza sanitaria completa sia in Italia che in Tunisia???
oppure solo in TUNISIA??xche questo e molto importante saperlo grazie

Per Maria Pia e Gennaro continuo qui una discussione iniziata nel discorso relativo alla defiscalizzazione e quindi parlando di sanità era fuori tema... vi incollo una parte delle norme che troviamo sul sito del ministero della salute relative al personale diplomatico che invece ha diritto all'assistenza (contrariamente a quanto vi hanno detto)
____________
L'ufficio V I della Direzione generale per i Rapporti con l'Unione Europea e per i Rapporti Internazionali del Ministero della Salute rilascia ai dipendenti pubblici in servizio nei paesi con i quali non vigono accordi in materia sanitaria l'attestato previsto all'art. 15 del D.P.R. 618/80che attesta il diritto all'assistenza sanitaria all'estero in forma indiretta, cioè a rimborso delle spese sanitarie sostenute.
L'attestato può essere rilasciato inoltre:
dalla ASL di iscrizione del dipendente pubblico, che dovrà inviarne copia al Ministero della Salute;
dall'Amministrazione o ente pubblico di appartenenza, che dovrà inviarne copia al Ministero della Salute e alla ASL di appartenenza del dipendente;
all'estero, dalla Rappresentanza diplomatica (sede di servizio) previa esibizione di idonea documentazione, che dovrà inviarne copia al Ministero della Salute e alla ASL di appartenenza del dipendente.

La mancata comunicazione alla ASL di appartenenza comporta la perdita del diritto al rimborso delle spese sanitarie sostenute all'estero.
La durata dell'attestato sarà pari alla durata del periodo di soggiorno all'estero per motivi di lavoro.

Chi può richiederlo

I dipendenti pubblici in servizio all'estero, in particolare:
i dipendenti delle Amministrazioni Statali
il personale militare italiano, anche di leva, in servizio all'estero
il personale docente o non docente, di ruolo e non di ruolo in servizio presso le Istituzioni scolastiche e culturali italiane all'estero
il personale degli Enti pubblici che presti la propria opera lavorativa presso delegazioni o uffici degli Enti stessi all'estero

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Tratto dal sito internet del Ministero della Salute
Antonello

Buona sera Alangio :) il Ministero della Salute comunica che i cittadini italiani residenti all'estero (quindi regolarizzati con l'AIREE) godono in Italia di assistenza medica gratuita per 90 giorni ad anno solare...
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Cittadini italiani residenti all’estero in Paesi nei quali non vigono accordi in materia sanitaria in temporaneo soggiorno in Italia (DM 1° febbraio 1996)

I cittadini italiani che trasferiscono (o hanno trasferito) la residenza in uno Stato con il quale non è in vigore alcuna convenzione con l’Italia perdono il diritto all’assistenza sanitaria, sia in Italia che all’estero, all’atto della cancellazione dall’anagrafe comunale e della iscrizione all’AIRE, fatta eccezione per i lavoratori di diritto italiano in distacco, che mantengono il diritto all’assistenza sanitaria in Italia e all’estero.

L’iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) o il diritto di voto in Italia, non aprono un diritto all’assistenza sanitaria in Italia.

Tuttavia, ai sensi del DM 1° febbraio 1996  ai cittadini con lo stato di emigrato (sono tali coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana sul territorio nazionale, nati in Italia) ed ai titolari di pensione corrisposta da enti previdenziali italiani, che rientrino temporaneamente in Italia, sono riconosciute, a titolo gratuito, le prestazioni ospedaliere urgenti e per un periodo massimo di 90 giorni per ogni anno solare, qualora gli stessi non abbiano una copertura assicurativa, pubblica o privata, per le suddette prestazioni sanitarie.
Per ottenere le prestazioni ospedaliere urgenti è necessario presentare un attestato rilasciato dal Consolato competente che attesta lo stato di emigrato. In mancanza dell’attestato del consolato, può essere sottoscritta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui si dichiara, oltre al proprio stato di emigrato, che non si è in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata contro le malattie.


Attenzione: Alcune regioni (ad esempio il Veneto) garantiscono un assistenza sanitaria più ampia nei confronti dei cittadini emigrati dalla propria regione. Pertanto si consiglia di rivolgersi presso gli Assessorati regionali e provinciali alla Sanità.
______________
tratto dal Ministero della Salute
conviene comunque contattare sempre l'ASL italiana del luogo dove ci si reca abitualmente e parlare con il servizio assistenza per i non residenti.
Antonello

Vorrei chiarire ulteriormente, se si percepisce una pensione "defiscalizzata" di fatto non si pagano più le tasse allo Stato Italiano pertanto decadono tutti i servizi "dovuti" da parte dello Stato se non quelli d'urgenza, nel rientro in Patria se questo avviene per un viaggio o un periodo massimo di 90 giorni l'Italia garantisce i servizi a patto che non si abbia un'assicurazione sanitaria, per periodi più lunghi o si rinuncia alla residenza all'estero e si torna residenti in Italia pagando le tasse (non conviene) o si torna nel paese dove si è eletta residenza o, per il periodo "scoperto" si provvede in solido o con un'assicurazione a coprire le spese.
Ci sono persone che benché vivano all'estero ed abbiano le proprietà in un paese oltreoceano di fatto in Italia risultano nullatenenti, sono residenti (quindi non iscritti all'AIREE), godono di pensioni di invalidità anche abbastanza congrue. Nel paese dove vivono hanno proprietà, attività importanti e un'assicurazione medica che copre le spese in quel paese, ogni anno tornano in Italia per curarsi e farsi analisi e check up e prelevare le pensioni dal conto corrente per rigirarle su quello straniero.... ma di fatto questo è un reato, si chiama truffa allo Stato.
Antonello

Antonello ciao  :) vedo che sei bravo nelle ricerche dei siti  trovando spesso risposte legali esaudienti e ti dico grazie! Pero' da ex inpdap (pensionato) avrei delle domandane da farti:
ecco , nel caso che io abbia avuto in italia tre figli a carico,di cui uno minore , come funziona,? perdo i diritti dellla sanità anche per essi (figli e moglie)? 
quindi in tunisia mi tocca assicurare tutta la famiglia e quindi da pensionato dello stato (che ho servito ) sono danneggiato di fronte ad un pensionato privato che non, paga affatto la sanità?
Ti prego di cercare su questo tema , almeno per i componenti della famiglia , come funziona ?almeno per  i minori a carico.grazie!

Un chiarimento Gennaro, i figli e la moglie ipoteticamente ti hanno seguito in Tunisia o sono rimasti in Italia?

GENNARO55 :

Antonello ciao  :) vedo che sei bravo nelle ricerche dei siti  trovando spesso risposte legali esaudienti e ti dico grazie! Pero' da ex inpdap (pensionato) avrei delle domandane da farti:
ecco , nel caso che io abbia avuto in italia tre figli a carico,di cui uno minore , come funziona,? perdo i diritti dellla sanità anche per essi (figli e moglie)? 
quindi in tunisia mi tocca assicurare tutta la famiglia e quindi da pensionato dello stato (che ho servito ) sono danneggiato di fronte ad un pensionato privato che non, paga affatto la sanità?
Ti prego di cercare su questo tema , almeno per i componenti della famiglia , come funziona ?almeno per  i minori a carico.grazie!

Buona sera Gennaro,
non ho capito bene la domanda comunque ti rispondo con degli esempi ipotetici che raccolgono un po' tutte le casistiche considerando che il capo famiglia (tu) è comunque un pensionato ex INPDAP:
1) tu ti trasferisci e moglie e figli restano in Italia - non cambia niente, tu perdi la mutua e loro no in quanto restano residenti;
2) tu ti trasferisci portando con te moglie e figli (famiglia mono reddito) - il mondo gira (purtroppo) intorno al denaro quindi tutti sono legati al tuo reddito e quindi dovrebbero (uso il condizionale perché non trovo legislazioni sul web relative alla Tunisia, forse ti risponderebbe meglio un'agenzia) perdere la ASL in Italia e non avere quella gratuita in Tunisia;
3) tu ti trasferisci portando con te moglie e figli (moglie reddito da pensione inps) - tu perdi l'assistenza, figli e moglie hanno la loro gratuita.
4) esisteva l'opzione di trasferimento da nullafacente (che anche se sembra una brutta parola in Tunisia vuol dire benestante), non dichiaravi un reddito da pensione quindi garantivi un versamento in banca di una somma prefissata mensile per garantire la permanenza tua e di moglie e figli, non mi interessava quindi non so se andava in defiscalizzazione oppure meno e come si poneva con l'assistenza sanitaria, avevi meno vincoli dei pensionati... sembra che l'abbiano sospesa/abrogata.
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Non dimentichiamoci che per massimo 90 giorni annui l'Italia offre assistenza gratuita a tutti i cittadini italiani residenti all'estero e registrati all'AIREE che si trovano temporaneamente in Italia e che non hanno un'assicurazione sanitaria privata.
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In Tunisia proprio per il grande afflusso di cittadini stranieri ci sono tante assicurazioni che offrono pacchetti vantaggiosi, non mi preoccuperei dell'assistenza gratuita quanto di averne una d'elite a un prezzo conveniente, considera che per molte cure/analisi il prezzo che pagheresti in Italia per il Ticket è, a volte, inferiore al prezzo pieno che pagheresti in un'ottima clinica privata di Sousse o Hammamet, chi ha particolari patologie, dovrebbe comunque stipulare un'assicurazione sanitaria.
Spero di non aver fatto confusione e di aver risposto alla tua domanda :)
Antonello

p.s. scusa Gennaro dimenticavo una cosa, l'ASL è diventata a livello locale (regionale e provinciale per alcuni trattamenti) quindi per informazioni dettagliate bisogna comunque vedere le direttive dell'ASL competente per territorio.

Scusa Gennaro, al mio punto 2 del post 9 non ho trovato legislazione Tunisina perchè risponde già quella Italiana come riportato nel mio post 1
"Sono un: Pensionato del settore pubblico e/o Familiare a carico
Se ti rechi nel Paese selezionato, ricordati che non è prevista alcuna forma di tutela."
Purtroppo essere stato al servizio dello Stato in Italia è penalizzante ma, considerando  la media delle pensioni ex inpdap (non i casi singoli ma la globalità) sono comunque più alte di tanti pensionati inps (poi ci sono le tante eccezioni che lasciano tanto amaro in bocca), anche l'età anagrafica di molti pensionati inpdap è inferiore a quella degli inps (sempre senza considerare le eccezioni).
Spero di averti risposto, se hai altre domande falle pure, se trovo le risposte sarò ben felice di postarle.
Antonello

al momento no , la convivente (che so che non spetta nulla,  ora vive in romania)  con nostra figlia....e  probabilmente per il prossimo anno se tutto va bene giungeranno in Tunisia, in questo caso vorrei sapere se spetta la sanità alla bimba e quando dovrei pagare secondo la polizia degli stranieri per chiedere il soggiorno in Tunisia  anche di esse ?

Ciao Gennaro, allora parlavamo di moglie e figli, la convivenza è differente;
per la bimba avuta con una donna differente dalla moglie, se la hai riconosciuta, vale comunque quanto ti ho scritto al punto 2 della discussione n° 9 (quindi essendo figlia di un dipendente statale non ha assistenza gratuita), per la convivente, in Tunisia non è previsto il concubinaggio quindi bisogna vedere come è possibile legalizzare la sua situazione, qualora non fosse italiana ma cittadina rumena dovresti vedere cosa prevede la legge in Romania per i loro cittadini espatriati. Per farle ottenere la residenza non credo sia un problema ma conviene rivolgersi ad un'agenzia per snellire eventuali difficoltà burocratiche (quindi magari, ora che ci sono maggiori elementi sarebbe meglio se ti risponda direttamente un'agenzia operante sul territorio).
Antonello

p.s. però stavo pensando che la bambina non sta transitando da una ASL italiana ma direttamente dalla Romania quindi... non so cosa risponderti :) cioè se la fai prima passare dall'Italia non ha diritto all'assistenza, venendo dalla Romania (che comunque è comunità europea) non so proprio che dirti... :)

Buon giorno Gennaro,
ho fatto qualche ricerca, in Romania in base agli accordi la bambina essendo riconosciuta come figlia di un pensionato del settore pubblico residente in quello stato ha diritto all'assistenza... ti riporto quanto ho reperito sul sito del Ministero della Salute
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"Se parto per: Romania
Motivo del viaggio: Trasferimento di residenza
Sono un: Pensionato del settore pubblico e/o Familiare a carico
Prima di partire

Se hai una pensione italiana di carattere contributivo e hai trasferito la residenza nel Paese selezionato, chiedi il modello S1 (Nota 7 febbraio 2012 - PD S1 S2 e SEDs) - alla tua Azienda Sanitaria Locale (ASL) o al Ministero della Salute, Direzione generale della Programmazione Sanitaria, ex Ufficio VI DGRUERI presso il Ministero degli Affari Esteri - Piazzale della Farnesina, 1 - 00194 Roma, qualora la residenza all'estero sia stata trasferita prima del 1980. Tale modelloti permetterà di godere di un’assistenza sanitaria alla pari dei cittadini del paese ove risiedi.

Potrai richiedere il modello S1 anche per ciascun familiare a tuo carico.

I requisiti necessari perché tu possa ottenere il modello S1 dall’Italia sono:

devi essere residente in uno dei Paesi dell’Unione Europea (UE) Spazio Economico Europeo (SEE) e Svizzera
devi essere titolare di una pensione contributiva erogata da Ente previdenziale italiano e non aver diritto all’assistenza sanitaria a carico del Paese dove risiedi.
Se sei titolare di due pensioni di cui una corrisposta dal paese di residenza, spetterà a quest’ultimo assicurarti l’assistenza sanitaria.

Per ottenere il modelloS1 devi far pervenire la domanda di rilascio del modello alla tua ASL, presentando un’autocertificazione (ai sensi della vigente normativa) di titolarità di sola pensione italiana contributiva, indicando il numero categoria e sede INPS competente. Spetterà poi alla ASL verificare quanto dichiarato, acquisendo idonea certificazione dall’Istituto previdenziale per accertare il carattere contributivo della pensione.

La ASL di ultima residenza o il Ministero della Salute, accertato il diritto, compilano il modello S1e te lo trasmettono.


Durante il soggiorno

Dovrai, insieme ai tuoi familiari, a presentare il modello S1alla Cassa malattia del Paese di residenza, la quale provvederà a prenderti in carico

Dal 1° maggio 2010, con l’entrata in vigore dei nuovi regolamenti comunitari, la Tessera Europea Assicurazione Malattia (TEAM) ti dovrà essere rilasciata dall’Italia. Dovrai pertanto rivolgerti alla Istituzione italiana (al momento, emetterà un certificato sostitutivo provvisorio avente la stessa valenza della TEAM) che ha rilasciato il modello S1 o E 121 (Nota 31 marzo 2010 Team E121 E109); (Nota 18 maggio 2010 CPS E121 E109) per i pensionati ancora in possesso di tale attestato di diritto."
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Ora tu non sei più residente in Romania (almeno penso) quindi avrai dovuto fare comunicazione all'ASL e di conseguenza la bambina dovrebbe essere passata (se non lo era già prima) sotto la tutela sanitaria della mamma (se cittadina Rumena) o con una modifica (sempre alla ASL) di competenza dalla tua tutela sanitaria a quella della mamma (se cittadina Italiana). Le comunicazioni all'ASL vanno fatte anche per trasferimento da una provincia all'altra sul territorio nazionale. Quindi, ricapitolando, in Tunisia tu non hai diritto all'assistenza sanitaria, la bambina se la fai agganciare al tuo reddito non ne ha diritto, se dopo il trasferimento con la mamma questa ha qualche tutela sia se Italiana che se Rumena allora si può vedere di fare agganciare la bambina a questa tutela ma tu già dici che la mamma non avrebbe assistenza medica (quindi consideri che si agganci a te) e allora... una bella assicurazione sanitaria a un prezzo conveniente e passa la paura :)
Per quanto riguarda la spesa da sostenere per ottenere la residenza alla compagna e alla bambina ti deve rispondere un'agenzia sul territorio che senz'altro ha già affrontato casi simili.
Antonello

per info:

portale.lombardinelmondo.org/nazioni/americalatina/articoli/mondoeconomico/grello

Buon giorno, grazie Roberto,
per chiarezza (caso mai dovessero spostare o chiudere il link) è stata proposta una variante alla norma degli italiani che rientrano dall'estero per curarsi proponendo l'abbattimento del limite di 90 giorni, ma è una bozza, speriamo che vada in porto e non tra 30 anni, assegnata alla Commissione Affari Sociali della Camera la proposta di legge dell’onorevole Giuseppe Angeli (Pdl) che si propone di modificare la norma che prevede un massimo di 90 giorni per l’assistenza sanitaria dei connazionali residenti all’estero che rientrino in Italia per curarsi.
Conviene seguirne gli sviluppi futuri :)
Antonello

Ciao Antonello Sei stato chiarissimo... ma da quanto leggo sul sito del Ministero, a noi ex INPDAP non spetta la tutela sanitaria. Ma visto che tu sei cosi documentato e molto preciso nel dare risposte.. Ti chiedo cortesemente che tipo di polizza comprare.. e da quale compagnia, per avere assistenza per diagnostica, ricovero clinico ospedaliero, eventuali  interventi chirurgici e successive cure anche riabilitative.
Grazie

Sto guardando nel sito e la polizza piu adeguata credo che sia la  GAT Vitalis privilege


Per la star la Protectifa. Si ovvio. Dopo aver individuato il tipo di polizza chiedo un preventivo. Credo che sceglierò la seconda perché mentre la prima elenca i campi di intervento, la seconda dice genericamente che rimborserà le spese di ospedalizzazione, cura e operazioni chirurgiche quindi nonna alcuna distinzione. che ne pensi?


QUESTO  HO RISPOSTO IN F.B. (Mi trasferisco in Tunisia:


In Italia si ha diritto alla copertura sanitaria per 90 gg. e non + il medico di famiglia, ( vai alla Tua ASL apri la copertura x i gg. che ti serve e poi la richiudi quando torni in Tunisia e/o quando nn ne hai bisogno)..... Mentre x la Tunisia anch'io voglio tutelarmi e vedrò di approfondire anche la protectifa della Star,(elencando tutte le possibili eventualità), e chiederne il costo..... x la Vitalis Privilege della Gat la "Generalizzazione" deve essere appurata su ciò che realmente....praticamente rimborsa e se "Totalmente" o parzialmente, (in genere inseriscono le famose.... Franchige di 500/1000 Dnt. (classico mezzo x farti pagare meno l'Assicurazione, così ci si "casca" spesso)........ Armiamoci di molta Attenzione e/o facciamoci consigliare da..... Professionisti "FIDATI

Salve Silverzac, il post al quale ti riferisci è vecchio (2015) ma va sempre bene rispolverare e aggiornare le discussioni, quindi facciamo un breve ripasso e partiamo con le novità; il Ministero della Salute nella sua guida on line dice chiaramente che ai pensionati ex INPDAP che si trasferiscono in Tunisia non spetta la tutela sanitaria, facendo orecchie da mercante, al di là di quanto riportato alcunii pensionati che si sono recati all'INPS con il modello ITN9 e omettendo di riportare la dicitura "PENSIONATO EX INPDAP" o "PENSIONATO G.D.P." quando si sono recati alla ASL per il timbro finale lo hanno ottenuto procedendo a quel punto alla regolare iscrizione alla CNAM (mutua tunisina). Di fatto è impossibile effettuare controlli da questo punto di vista in quanto il rimborso delle prestazioni dalle ASL regionali alla Tunisia non avviene per via nominativa ma forfettaria tipo rimborso per 2000 prestazioni mutualistiche. Personalmente ho optato per non fare alcun ITN9 e pagarmi le spese eventuali, dico eventuali perché non ho importanti patologie e informandomi presso l'assicurazione Maghrebia di Sousse mi sono stati fatti dei preventivi che ricoprivano le varie casistiche. Questi erano in base all'età dell'assicurato, ti riporto uno specchietto dove era obbligatorio pagare solo la retta di ricovero ospedaliero e le altre erano facoltative  ad eccezione della riabilitazione che era gratuita e le cure dentarie solo se abbinate al ricovero e alla successiva consultazioni esterne (prezzi espressi in dinari tunisini):
età 55 anni;
ricovero ospedaliero (obbligatorio) 2.124;
consultazioni esterne 800;
medicazioni 246;
evacuazione medica (raggiungimento del proprio domicilio se all'estero) 231;
riabilitazione gratuito;
dentarie 562;
tasse IPT/DC 20,180.
Sommato come premio annuale tutto compreso è 3983,180 che con altri balzelli che non ricordo quali fossero arriva a 4402,480.
Allora non lo feci ma certo, dopo averlo riscritto e considerando il cambio attuale sono 1484,82 euro e ... quasi quasi un pensierino sarebbe da fare. Più aumenta l'età e più aumenta il premio, quello iniziale poi è quello che rimane per tutta la vita. E' possibile scegliere solo il ricovero ospedaliero ad esempio o abbinare i vari moduli che interessano, non mi sono interessato con altre compagnie.
Dimenticavo, l'assicurazione rilascia una tessera (tipo un bancomat) che in caso di ricovero la si presenta all'amministrazione della clinica e tutte le comunicazioni avvengono tra assicurazione e clinica senza doversi preoccupare di nulla.
Enrico, le assicurazioni vanno per età in questi casi e i premi non sono standard ma vanno ad incrementare proprio con l'aumentare della stessa, noi da questa sera stiamo valutando questa opzione se vale la pena o meno quella che ho riportato è una vera assicurazione medica alcune sono simili alle nostre italiane che non coprono niente e prendono solo soldi. Bisogna andarci di persona e parlare con il dirigente di compagnia altrimenti non se ne viene fuori.

Grazie...sei stato chiarissimo...

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